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le caratteristiche del lino

PURO LINO

 

1. IL LINO - LA STORIA E LE ORIGINI

     Non si conoscono esattamente ne la nazionalità, ne la data di “nascita” del lino. Si sa solo che e vissuto nei dintorni del Caucaso o del Medio-Oriente.
     Le prime tracce dell'esistenza di questo prodotto sono state fornite da scoperte archeologiche che, sulla base della localizzazione e della trasformazione di un isotopo del carbonio, fanno risalire I'origine a 10.000 – 15.000 anni prima di Cristo.
     Le prime tracce della trasformazione del lino in tessuto si collocano sugli 8.000 anni prima di Cristo; in ogni caso e risaputo che il suo uso era largamente diffuso presso tutti i popoli civilizzati dell'antichità affacciati al Mediterraneo.
     Di volta in volta ha preso il nome di Shenuin egiziano, linon in greco, linum in romano e tutti i ritrovati archeologici affiorati nei paesi mediterranei mostrano un impiego domestico del lino molto prima di Cristo, come e indicato nella Bibbia, e successivamente negli scritti di Plinio il Vecchio.
     Ma è in Egitto che il lino trova un razionale sviluppo attraverso tecniche di trasformazione assai avanzate di cui si fanno risalire le origini a 6.000 anni a.C.: e dunque in Egitto che prende inizio I'industria del lino che si tramanderà fino a noi, grazie agli incentivi dei Faraoni che, potendo contare su manovalanza a buon mercato fatta prevalentemente di schiavi, impiantarono opifici reali a Tebe, Panopolis, Memfi, ecc.
     La trasformazione da fibra a filo e quindi a tessuto fiorisce attorno al 4.000 a. C. come mostrato dalle rappresentazioni del fiore della pianta e dei mezzi di filatura dell'epoca impresse sui muri dei templi di Tebe e scolpite su tombe egizie appartenenti a personaggi importanti.
     Dall'Egitto la coltura del lino si propago in tutto il mondo Mediterraneo, passando per la Grecia prima e per I'Impero Romano subito dopo, mentre lo stesso Egitto esportava non solo tessuto, ma anche tecnologia di lavorazione e di tintura.
     Un grande contributo alla tintura del lino viene portato dalla Persia e dall'India, molto avanti nelle tecniche di applicazione del colore e nella stampa in genere e che gli Egizi applicarono al lino con risultati straordinari.
     La meccanizzazione dell'industria liniera, nasce con la rivoluzione industriale del XVII secolo nel corso della quale non si realizza solo la fusione produttiva tra uomini e macchine, ma si gettano le basi per l’inserimento sul campo di coltivazione della fibra, di macchine agricole che gestiscono la pianta per tutto I'arco della sua vita botanica.
     Questa svolta realizzata nell'arco di qualche decennio, venne promossa soprattutto in Francia da Napoleone I che avverti I'importanza del lino per il suo Paese e getto le basi per lo sviluppo europeo di una coltura che usciva dal mondo antico e si proponeva su nuove basi al servizio della società moderna.
     L'Italia è stato un Paese a buona coltivazione lino-canapiera con vaste zone agricole situate in Lombardia, Veneto e Campania; da queste attività si svilupparono due iniziative industriali: lo sfruttamento dei semi per estrarre olio di lino da destinare alle industrie nascenti dell'epoca (vernici, inchiostri e stampa, ausiliari per la lavorazione dei tessili), e la trasformazione da fibra a filo per tessitura, attuata dal Linificio e Canapificio Nazionale nato nel 1873.
     Quest'Azienda è una delle pochissime pioniere al mondo che diedero forma alla filatura su larga scala delle suddette fibre attraverso processi industriali di elevato contenuto tecnologico.
     Nel tempo la coltura del lino si e sviluppata anche in Paesi caratterizzati da condizioni critiche dove crescono piante a contenuto di fibre tecniche a medio-bassa valenza tessile, come: Russia (province del Baltico), Polonia, Cina, India, ampie zone dell'Europa Centrale affacciate al Danubio e qualche altra.
     Oggi il miglior lino nella sua massima espressione tessile viene nella fascia costiera francese del nord della penisola di Cherbourg ad ovest fino a Pas de Calais, ad est e oltre nel Belgio e nelle Fiandre, da cui si approvvigionano le migliori filature del mondo, ricavando filati pregiati secondo un'estesa gamma di titoli impensabili fino a qualche anno fa.
     Ciò rappresenta il risultato non solo di una antica tradizione liniera di questi Paesi ma soprattutto I'aver saputo curare, selezionare, razionalizzare la coltura e gestire con competenza le fasi di separazione delle fibre dalle altre parti botaniche.
     Va ricordato che ancora oggi la Francia dedica molte energie alle colture del lino appoggiando a livello statale le ricerche sia sullo studio di nuove specie botaniche, sia sui trattamenti chimici e fisici per migliorare la resa di fibra tecnica.
     All'Italia invece va il primato della filatura del lino con tecniche sempre di avanguardia e soprattutto la più grande produzione di tessili linieri ad alto contenuto moda a livello mondiale, con una ragguardevole quota esportativa di prodotti finiti stilisticamente innovativi.

2. ANATOMIA E MORFOLOGIA

     La pianta appartiene alla famiglia dei linacei dal nome botanico Linum usitatissimun.
     Si tratta di una pianta annuale il cui stelo si presenta diritto e cilindrico di altezza tra 80 e 120 cm e dal diametro medio tra 1 e 3 mm a seconda della densità dei semi.
     Lo stelo termina con una fiorescenza sulla cima e il fiore va dal colore blu al rosa violaceo, al bianco rosato a seconda della selezione botanica.
     La durata del fiore e di qualche ora e si manifesta nella prima parte della giornata solare.
     II lino appartiene alla famiglia delle fibre liberiane cosi dette perché la maggior parte dello stelo e costituita dal libro.
     Al momento del raccolto la pianta matura viene asportata dal terreno per sradicamento (le radici sono poco profonde).

le caratteristiche del lino
Testo tratto liberamente dalla monografia redatta dal Dottor Domenico Ruta, in collaborazione con il Laboratorio di Ricerche tessili della Giovanni Bozzetto S.p.A. di Filago (Bergamo) dato alla stampa nel maggio 1994
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